06/03/2008
digiuno e ritenzione
Si dispiega, ancora una volta, il fenomeno del “digiuno” per una richiesta, quasi cruenta verso sè, di attenzione.
Ma, molta acqua è passata sotto i tempi dell’emozione verso il cibo respinto; diniego alla educazione premurosa delle mamme italiane. Commozione verso l’infanzia, come captazione del consenso.
Ma, le mamme italiane, ricordo, si preoccupavano e si preoccupano, anche, del pancino.
Perchè non fare, allora, uno sciopero della evacuazione; la ritenzione delle feci?
Non risulterebbe, forse, più efficacemente produttivo di interesse in un paese in cui i residui organici ambiscono sostituire i colori nazionali?
f
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03/03/2008
vento di pre-etica
Si avverte una forte competizione –quasi concorrenza, e non è male-, da parte degli “schieramenti” impegnati nella campagna elettorale, sui temi dell’etica dei comportamenti sociali, quindi politici e, conseguentemente, finanziari e economici.
Già, poichè le diaspore. le ipotesi, le intenzioni, contano poco se i conti complessivi non tornano causa il consueto e adusato privilegio consentito ai dominatori, imperversatori e spoliatori della scena sociale.
I quali, ulteriormente, potrebbero perseverare nel loro arricchimento se lasciati indenni. Profittando del liberticidio, a onere delle fasce sociali non protette dalle inadeguatezze e arretratezze del sistema contributivo, assistenziale, gestionale della cosa pubblica nonchè della “falsa giustizia”, praticata nei tribunali della Repubblica.
A chi affidare il consenso? La opportunità di protestare la necessità di un radicale mutamento della condizione civile in Italia?
Tralascio i concorrenti simili (PD e PDL) , giacchè esprimono e rappresentano un teorema- blocco.
Destra, sinistra o la ipotizzata “lista pazza”?
La destra (quella di Storace, per intendersi) arena il suo sforzo -o il suo programma- per alcuni versi con spunti sociali e morali condivisibili, nel vago di un ribellismo orchestrato su luoghi comuni e su spaventi che riportano al palo della inefficienza paralizzante l’etica “Italia”; dovendo peraltro dichiarare gli interessi su cui si promuove e che tutela. Interessi che, a prima lettura, non appartengono alla fascia dei meno abbienti e dei diseredati; dichiarazioni a parte.
La sinistra (quella di Bertinotti, per intendersi), impregnata di liberismo economico, intensa nella tutela della condizione morale della cittadinanza, pure se ne confina ai margini; con il recepire e conglobare escatologie di facezie intellettuali, buone per i circensi e non per lo stato sociale; depauperando nell’effimero ogni propensione di ordine etico/sociale..
La “lista pazza” può produrre una “atmosfera” di responsabilità, individuale, nel sociale, a patto che chiaramente la annunci. Discostandosi dagli equivoci temi “acchiappavoti” su cui si condensa e, altresì,. definendo una propria presenza di “atmosfera”, anche pragmatica, contro le lobbies finanziarie, nazionali e internazionali che devastano non solo lo stato ma anche e soprattutto lo sviluppo autonomo dei popoli.
Alla fine, si resta nel dubbio atroce, che le proprie attese possano essere estranee alle “attese” dello Stato.
Domanda: ma l’Italia è la Repubblica Italiana ?
f
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la chiarezza dell'on.le Di Pietro
L’on.le Di Pietro si mostra, recentemente, di più estese vedute.
Il preambolo, con il quale inizia ogni intervento, non è più: ”noooi dell’Italia dei valori“ ma “noi dell’Italia dei valori , io e Veltroni del PD, pensiamo , dobbiamo, faremo diremo, anzi abbiamo già fatto detto, pensato ...”
Finalmente un pò di chiarezza!
cpf
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02/03/2008
una lettera del Dott. Riva
Si riceve dal Dott. Renzo Riva la lettera che segue, che si pubblica in coerenza delle premesse per cui è il blog.
La mail identificativa e di inoltro del Dott. Riva è renzoslabar@yahoo.it
Sette missioni in dodici pagine, questo il programma presentato da Silvio Berlusconi ieri in un Auditorium della Conciliazione affollato di curiosi e giornalisti, ed ovviamente da tutti gli alleati.
Queste le sette "missioni" annunciate in caso di vittoria del PdL: la prima è "rilanciare lo sviluppo",
la seconda è "sostenere la famiglia",
la terza riguarda "piu' sicurezza e piu' giustizia".
la quarta missione è relativa "ai servizi ai cittadini",
la quinta è dedicata al "Sud",
la sesta al "federalismo"
e la settima ad "un piano straordinario di finanza pubblica".
Con quali fonti energetiche l'Italia alimenterà questo programma?
Una piccola dimenticanza?
Avevo preannunciato che se non potevo scegliere il candidato non sarei andato a votare.
Oggi a maggior ragione non ci andrò perché “non voglio farmi prendere per il culo”.
Mandi,
Renzo Riva
P.S.= Sapete del salasso che subiremo per maggiore pagamento e per la massima parte del petrolio e gas?
Mettersi a fare finanziarie con questi numeri è da dementi.
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16/02/2008
uomini della Repubblica
Purtroppo, due modi o situazioni “diversi” si sono manifestati in due trasmissioni televisive. Dico purtroppo poichè evidenziano e fermentano ancor più lo sdegno verso la generalizzata dissolvenza dei valori della Repubblica. accolta ed esaltata dal vomito di chiacchierecci politici –ed economici e sociali- che impudentemente si riversa sulle cattive coscienze.
“Le iene”: intervista al Sostituto Procuratore De Lucia. Risposte chiare, tecniche, nei confini della discrezione che si impongono a quanti sono deputati e prescelti nel ruolo di Pubblico Ministero. Senza orpelli declamatori. Senza pianti o esaltazioni. Sottraendosi ad ogni commento sulla sua persona. Insomma, un Magistrato della Repubblica.
“Anno Zero”: presenza-intervento di Massimiliano Fuksas. Un parlare –che nei contenuti si ascolta per la prima volta pubblicamente- crudo: Portante come le strutture di manufatti architettonici, tagliente come spigoli. L’etica degli italiani. Un parlare definito “antropologico”, per isolarlo, per non accoglierlo nella sua sconcertante tensione alla “rivelazione”. Un parlare che è la forza civile della creatività nel sociale. Da cui “ci si deve” svincolare”. Perchè il “poco” abbia le ragioni del potere.
Alla fine: chi sono gli uomini della Repubblica?
f
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il "più" della innocenza
Leggo su Repubblica.it:
“VITERBO - Due ragazzi di 15 e 16 anni, residenti a Fabrica di Roma, un paese a pochi chilometri da Viterbo, sono stati arrestati con l'accusa di violenza sessuale di gruppo ai danni di tre bambini.”
Scorro il repertorio delle sentenze della Suprema Corte:
“Con sentenza in data 18.11.2005 la Corte d'Appello di Torino confermava la condanna alla pena della reclusione ridotta ad anni due mesi sei inflitta nel giudizio di primo grado a…. perchè in più occasioni e in esecuzione del medesimo disegno criminoso, con violenze e minacce e con abuso della qualità di genitore, aveva costretto il figlio..., minore di 10 anni, a subire atti sessuali: …era stata accertata la sussistenza del fatto sotto il profilo materiale...” (tralascio la raccapricciante ricostruzione del fatto la cui lettura induce a pensare alle vittime; alle quali nessuna condanna restituirà mai più, nella vita, fiducia).
Sono migliaia queste sentenze. Sono trasversali, nel senso che i crimini vengono commessi a diversi livelli sociali, forse, concedo, più dove la coscienza è ottenebrata, e, nelle più diverse città, comuni, province o borghi, colpisce come un cancro che alligna, cresce ed esplode senza pietà, senza controllo.
Una volta, si diceva: senza religione; ritenendo immuni i soggetti con simili apparentamenti. La cronaca smentisce o, forse, svela
Quando si legge di ragazzi dediti alle stesse nefandezze, delle quali sono quotidianamente vittime, dobbiamo pretendere delle spiegazioni da noi stessi, dalla famiglia, dalla società, dalla cultura. Spiegazioni, non giustificazioni.
Se il modello culturale che si propone è quello della sopraffazione, del più forte, del più bello, del più ricco, del più “figo” in questa società che calcola il profitto e non calcola la perdita, anche la perdita dell’innocenza diventa un “più”?
Chi incassa il profitto di questo “più” ?
cpf
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12/02/2008
si, ci piacciono i cani (yes, we can)
Prossimamente su questi schermi la mia enorme stima per l’altro motto, “Italia: rialzati” (che poi ti metto lo sgambetto).
a.m.
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09/02/2008
tra ipocrisie perbeniste e facezie velleitarie
Se non fosse occorsa la relazione della Corte dei Conti, nessuno in questo paese del “tira a campare” –con i modi dei servi osannanti- potrebbe profferire affermazioni tali da offendere alcuno o alcuna categoria.
Ma la Corte dei Conti relaziona su una diffusa corruzione nella società italiana, nella vita morale ed estetica della Repubblica.
Si può così dare spazio alla società delle lagnanze, dei vituperi, dei sordidi sotterfugi dove il proprio particolare interesse –già corrotto- esplode nelle categoria delle pretese, dell’imitazione servile, dell’abbandono degli altri.
Corruzione. Degli animi, Dell’etica della storia. Che stravolge come pretesto di protesta, come vacuo ribellismo, le riflessioni sulle condizioni di esistenza delle vaste incipienti masse di crescente emarginazione. Che solleva dai “ghetti” emarginazioni fittizie,. Che le esalta per presentarsi indenne da ignominia. In un ipocrisia perbenista che gioca in controcanto con facezie velleitarie.
Qui il gioco al massacro delle dignità. La vendita della sofferenza. La diffamazione dell’etica della Repubblica.
Corruzione. Come adeguamento giustificato dei comportamenti al minimalismo politico. Alla rincorsa al convincimento. Senza una parola che sia il risuono vero di decisioni vere. Di coerenze pagate con il sangue.
Corruzione. Come imposta gabella morale per essere “tutti uguali” in una società di despoti.
No!
f
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04/02/2008
scopone con bari
Mossa e contromossa. Berlusconi, per esser scritto a gran titolo nella storia della Repubblica (di questa repubblica?) “deve” essere eletto Presidente della Repubblica.
Occorrono i propri voti (quelli di Forza Italia) e quelli del PD. Di base. Il resto viene da sè.
Ma il Centro incalza. Le elezioni presidenziali americane si fanno vicine. La presenza cattolica è pressante. L’intolleranza, strategica, della finanza e dell’industria è deflagrante.
E il Centro (la restaurazione rivisitata) sancirebbe la perdita di coesione del PD. Lo sgretolamento previsionato di Forza Italia. La richiesta di ruolo della pseudo-destra e della pseudo-sinistra. Senza tempestività di scelte di influenza, da parte dei potentati finanziari e industriali, sugli scenari economici prossimi futuri.
Allora?
Soluzione possibile all’italiana. Da I o II o XX repubblica. Tutti insieme ad acquietarsi. A calcolare le disponibilità per i profitti venturi. Con alleanze, “assassini”, vendette, compromessi, “vendite”, “matrimoni combinati”. Sempreterne carte da tenere nascoste nella manica. Qualche fumo ideologico negli occhi (il parlar distratto giova ai bari). E poi ognuno per sè.
Carte rimescolate. Nuova partita. E lo “scarafone” del tavolo pronto a raccogliere la vincita. Modesta ma sicura e continua. Una sorgente di ricchezza.
Le puntate sono false. Ma il denaro incassato è, sorprendentemente, vero. Ed è il denaro-lavoro dei nuovi servi. Sussurriamo: o della plebe?
f
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03/02/2008
Marini o la restaurazione rivisitata: uno scopone politico
Si farà il governo. Ma non si rifarà l’etica/politica in questo paese. Se l’etica/politica sia mai stata il presupposto della ragion di stato di questo paese.
Si farà il governo. Perchè i potentati finanziari e industriali devono preventivamente adeguarsi ai risultati possibili delle elezioni presidenziali americane. Peraltro insistendo nella miopia/profitto che disattende le complessive necessità di sviluppo e di distribuzione planetaria, in termini di risorse –anche umane-, andando di scia, e sostanzialmente sottovalutando, nella propria inadeguatezza storica, alle formazioni-tipo sociali che si vanno esaltando nell’est e in parte del sud del mondo.
Il principio, seppure edulcorato , resta il volo dell’avvoltoio. Stasi. Inerzia. Impedimento. Sfruttamento.
In questo percepibile sottostrato di interessi –comunque essi si presentino e sempre adeguabili- non potrà non formarsi il nuovo Governo della Repubblica.
Che ha l’obbligo di ricomporre fratture. Sanare cocci per conflitti di rappresentanza e gestione. Interventi di assistenzialismo sottratti e rivalutati e riassegnati e riassegnabili.
Coniugando la vecchia e “produttiva” cultura assistenzialistica per il sud con il protezionismo delle esportazioni/post importazioni del nord. Tutto nel grande crogiuolo del manovrismo mediatico e di controllo. Fare servi serve a farsi padroni.
Allora? La “destra” e la “sinistra” dovranno accettare –rifuggendo altri e diversi “sogni di gloria” il ruolo di contenimento delle spinte esistenziali, insomma dovranno accettare il ruolo di guardiani del gregge. Il centro vanificherà le spinte “manageriali” del sistema Berlusconi e le forme estetiche del neo liberismo di Veltroni. Questo il palese progetto.
Ma il transito verso di esso presuppone le tagliole di quanti non possono accettare l’epilogo. I “popolari” di destra e i “liberali” di sinistra. Ed allora occorre rimescolare costantemente le carte . Anche se il banco vince sempre. E voglia o non voglia, sia consapevole o non, subisca o non, il Presidente designato sarà il punto di leva del nuovo assetto dell’economia italiana. Di conseguenza del nuovo assetto della politica italiana. Della restaurazione rivisitata. Ancora priva di contenuti etico/politici, finanche e per assurdo, di pubbliche forche.
Il nuovo centro? Lo si osserverà compiuto alla elezione di Berlusconi alla Presidenza della Repubblica. Con la dissolvenza di Forza Italia e una sparuta presenza di Circoli della Libertà, pronti a far fronte e surrogare il giustizialismo sociale della destra. Con la frantumazione del Partito Democratico e la “eliminazione” politica di Veltroni e con la formazione di un movimento radical/chic -e da parata- di “sinistra”, idoneo a contrastare il “rivoluzionarismo” parolaio e confusionario –oscurantista e reazionario- della sinistra simbol-nostalgica.
Vero, però, anche il contrario.
E il Governo non si farà. Per dare luogo a una depauperazione immediata, una fibrillazione irreversibile del sistema politico. Di cui il Presidente incaricato asumerebbe significato di cartina di tornasole. Accelerandosi i tempi della quantificazione delle forze, ognuna posta nelle situazioni più favorevoli alla propria proiezione futuribile (sempre nel globale contesto economico/finanziario). In termini poveri, sacrificando l’interesse del paese alla velocizzazione delle ipotesi di un attrezzabile potere. Non muta il fine. Si diversifica il modo nel tempo.
Il tutto, con giuochi di guerra politici su un campo disseminato di cattolicesimo e falsa massoneria. Con Casini e i suoi adepti. Anche quelli -maggiormente essi- oggi apparentemente dispersi e attenti a occupare, preliminarmente, gli spazi che offre la nuova restaurazione rivisitata .
Ipotesi?. Fantasie?. E i nomi? Basta scorrere l’almanacco dei media.
Un dato è certo. Che si batte la grancassa dell’informazione, con i moniti di indirizzo delle gerarchie ecclesiastiche e degli industriali. Moniti, ammonimenti, suggerimenti, che la “Politica ” di un Paese autonomo nella partecipazione e sovranità popolare non dovrebbe consentire. Né –lo diciamo?- sottostare alle variabili che si intravedono nell’alternanza delle primarie americane.
Giochi di guerra. Giochi di denaro. Giochi di politica. Uno scopone politico.
Ma non sarebbe preferibile uno scopone scientifico?
f
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25/01/2008
come è giusto il tempo e come sciocchi sono gli umani
Mastella…Prodi…Berlusconi…come è giusto il tempo e come sciocchi sono gli umani.
E’ caduto il governo.
Inevitabilmente siamo sottoposti ad un tam tam mediatico fatto di trasmissioni televisive, intercettazioni, dichiarazioni di personaggi sconosciuti o dell’ultimo momento; ma il problema si riduce (scusate se è poco) al fatto che il governo è caduto e bisogna farne un altro.
Responsabilità individuali? Della maggioranza? Del PD? Delle mancate alleanze?
Prima o poi i nodi verranno al pettine perché il tempo è gentiluomo.
Anche se a volte capita, come in questo caso, che il tempo delle verità e delle soluzioni si allunghi.
Ed intanto come lo passano alcuni di questi umani?
Riproponendo come alternativa un vecchio copione (si vada ad elezioni con questo sistema elettorale), vecchi personaggi e vecchie coalizioni che hanno già governato, o malgovernato, prima.
Berlusconi, che sembrava obsoleto (e un po’ patetico…) ritorna a battersi il petto come King Kong, mentre Prodi, che fino all’ultimo pensava, o sperava, di farcela, appare già l’uomo delle nebbie.
Perché quello che fanno fatica a capire gli umani, quelli che fanno politica, mica tutti, è che il tempo è galantuomo: ricorda e dimentica tutti in ugual misura, collocando, poi, ognuno al posto che gli spetta.
ma
14:10 Scritto da: le.cadute | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: cultura, società, politica, ajò | OKNOtizie |
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23/01/2008
l' "affare" Mastella: un nuovo gioco
Non si comprende, e non potrebbe essere altrimenti, sul come possa incidere sulla ordinaria amministrazione dello stato -sul funzionamento delle scuole, del sistema sanitario, della burocrazia ministeriale, della amministrazione della giustizia, su tutto ciò che modifica, realmente e quotidianamente, la vita di ciascuno- ogni mutazione critica della condizione politica.
Vero che le posizioni politiche, ancorchè autenticamente ideali, determineranno costumi e socialità, rapporti e pretese. Ma è percettibile, per la comune esperienza –anche se non documentabile-, che le posizioni politiche facoltino, agevolino, sottesi pronunciamenti finanziari, di profitto.
Sottesi. Qui, più che altrove. Tra crocevia mediterranei e sguardii all’est. Tra ripercorrenze asiatiche e insediamenti immigrati.
Se ciò ipotizzabile –verosimile, dunque, ma non vero- l “affare” Mastella potrebbe incitare la fantasia alla ideazione di un “gioco”: Videogame istituzional-finanziario, con i colori della ragion di stato.
Provando a ipotizzarne lo schema/trama, la possibile sceneggiatura, il possibile palinsesto:
A) Gruppi finanziari e industriali, italiani e internazionali, inseriti nel contesto della globalizzazione necessitano di un mantenimento dei mercati per la stabilità dei profitti e del costo lavoro. Gruppi che riscontrano in un paese quale l’Italia (tra crocevia mediterranei e sguardii all’est; tra ripercorrenze asiatiche e insediamenti immigrati) le condizioni di transito per le proprie strategie. Gruppi, peraltro, che determinano e anticipano i mercati, che hanno capacità di previsione sui mercati. Gruppi che si garantiscono, che devono essere garantiti, da posizioni politiche di “sviluppo” che l’odierna configurazione “politica” italiana, non assicura. Gruppi, insomma, che, nel gioco, sostengono una destabilizzazione stabile del governo del paese.
B) Una persona politica con incarico rilevante, di influenza decisiva ma portatore di istanze socio-economiche territoriali, marginali; meridionale, quindi passionale, poco incline a moderare il carattere in funzione delle opportunità delle strategie; con motivazioni ideali di “obbedienza” alla scia politica dettatta dagli esageti della conservazione/dominio –che praticano il metodo dell’antagonista servo del principe-.
C) Un insieme di personaggi, vincitori di concorso, retribuiti dallo stato, che solo perchè vincitori di un concorso –si praticano anche quelli per le poste, per l’insegnamento, per gli operatori ecologici cui partecipano ricercatori e laureati da 110 e lode, con masters- presumono di aver acquisito il diritto alla onnipotenza nella deificazione; innominabili e presuntivamente privi di peccato (strascico della cultura italiana dell’infallibilità papalina e del dogma mariano?).
D) Un altro insieme di personaggi, idealisti o furbo-idealisti, ingenui o consapevoli, che si assogettano a spifferi e suggerimenti, avendo ben prossima all’indole la qualità remunerante dell’azione corrosiva.
E) ll gomitolo del caos, che ha, sempre, un filo d’inizio. Lo start.
Quindi, il gioco.
Si deve rifondare il grande “centro”, la stanza delle compensazioni egemoniche finanziarie.
La prima schermata: mettere in campo la dissociazione emotiva del politico determinante ma ininfluente ai fini delle scelte successive o già predisposte. La causale del gioco.
Seconda schermata: continuità e risoluzione del gioco attraverso la disposizione di elementi sacrali o antitesi di dissacrazione e blasfemi, a giustificazione e avallo dei primi.
Terza schermata: crisi/altalena delle borse, con la previsione di recessione; ovvero la paura messa al servizio del profitto. Risparmiatori e fondi (di risparmiatori) che vendono. Si impoveriscono Altri che comprano il già venduto. Si arricchiscono.
Negli intervalli confusioni di elementi alternativi e devianti: agitazioni , supposizioni, pregiudizi, opinioni.
Schermata finale. Lo sfilaccio ultimo del gomitolo.
Quale la schermata?
Non la conosce nessuno. Neppure chi ha messo in campo il filo d’inizio. E’ la regola. Tutti ci si adatta. Ci si adegua. Ognuno illuso di aver detreminato un “suo” più forte. Più potente.
Ma resta alla fine una domanda? Chi ha messo in campo il filo d’inizio?
Il gioco, su questo, tace.
Altrimenti, non sarebbe un gioco.
Riflettendo, alla luce di vecchie allucinazioni dei libri di fantascienza, che l’Italia è un paese di artigiani, non di cospiratori e inventori tecnologici di favole.
Voglia, e lo farà, ne siamo certi, il Presidente Napolitano ammonire tutti i Cittadini a riguardare, riflettere, assumere, praticare i motivi etici della nostra straordinaria Costituzione, opponendoli a tutti e, prima, a noi stessi.
f
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una precisazione del Dott. Luca Esposito
Si riceve dal Dott. Luca Ippolito la lettera che segue, che si pubblica in coerenza delle premesse per cui è il blog.
La mail identificativa e di inoltro del Dott. Ippolito è luca.ippolito@tiscali.it
Carissimi,
sentite che mi è successo. Ve ne faccio una sintesi telegrafica:
1) Il 3 dicembre scorso sono stato arrestato alle quattro di notte e tradotto nel carcere di Sala Consilina con l'accusa di traffico internazionale di droga;insieme a me altri quattro, mentre sei sono stati rinchiusi a Potenza e due donne a Fuorni vicino a Salerno.
2) Il giorno successivo siamo stati interrogati dai G.I.P. di Sala Consilina e Potenza.
3) La mattina dopo è stata disposta per tutti la revoca del fermo.
Ripeto: PER TUTTI.
In data 11 dicembre ho scritto la lettera che segue ai giornali dei quali avevo letto gli articoli ed alla tv locale della quale avevo visto i servizi che mi avevano riguardato. Nessuno, a parte La Nuova del Sud (che ne ha dato una versione molto limata in data 16/12,) l'ha pubblicata.
Pertanto io cerco di ovviare nel mio piccolo tramite internet e fotocopie.
Vi prego di avere un pò di pazienza e di leggerla.
grazie Luca Ippolito
Spettabili redazioni,
vi scrivo con un certo ritardo rispetto alla mia scarcerazione.Ho dovuto riprendermi prima dallo shock subito ed ho voluto smaltire parte della rabbia accumulata per non scadere nel turpiloquio.
Ho letto i vostri articoli del 4/12 us sull'operazione Aracnea e credo di essere stato trattato benevomente dagli autori di detti articoli.
Infatti, a rileggerli, sembra che il tutto sia riconducibile ad un tanto squallido quanto piccolo scambio illegale di metadone e droghe tra il sottoscritto ed utenti del SER.T. dove ho lavorato.
Non è cosi'. A me non è stata contestata una bazzecola del genere. A me è stato contestato molto di piu' e cioè l'art.74 del D.P.R. 309/90 ed i commi 1,2,3,4. Tradotto:SPACCIO DI DROGA INTERNAZIONALE.Mica una cosetta cosi' ...
Detto traffico si sarebbe svolto tra il Vallo di Diano e la limitrofa Val d'Agri.
Ora noi tutti sappiamo (e meglio di noi sanno la dottoressa Claudia De Luca ed il suo pregiatissimo e gentile collega dottor Basentini Francesco, firmatari dell'ordine di custodia) che i due comprensori suddetti sono Stati sovrani ed indipendenti. L'accusa che mi è stata rivolta e dalla quale dovrò difendermi è quella di avere rubato metadone dal Servizio per cederla a terzi che lo avrebbero poi barattato con altre droghe.
Su questo dormo sonni tranquilli perchè questa accusa non può essere provata in nessun modo. Neanche comprando i testimoni.
E' assolutamente vero che io ho prescritto, lavorando nel SER.T, molti chilogrammi di metadone.Ma è altrettanto vero che la somministazione e l'affido di detto preziosissimo farmaco è stata ed è a carico esclusivo degli infermieri che hanno anche l'obbligo di registrare ogni singola operazione sul registro di carico e scarico.
Se i P.M. potentini dovessero riuscire a dimostrare che ho moltiplicato i flaconi mi monterei la testa ed andrei in giro a camminare sulle acque, ad ordinare ai morti di alzarsi e camminare, a fare prediche e concluderle con un "chi crede in me vivrà in eterno!"
Concedetemi una breve digressione sul mio ex ruolo di medico SER.T. Di tutto quanto io ho fatto lavorando in detto servizio sono onorato ed orgoglioso.E con onore ed orgoglio rivedico il fatto che moltissime delle terapie farmacologiche da me instaurate hanno prodotto risultati staordinari,andati al di là delle più rosee previsioni.
Tali terapie farmacologiche,peraltro ferocemente criticate da filosofi dell'ora del tè,sono state ispirate dalla letteratura scientifica che tratta dell'argomento. Il sottoscritto si pregia di conoscere molto bene questa letteratura.
Sono inoltre consigliate dal Ministero della Salute con una circolare ministeriale a firma dell'allora ministro Costa pubblicata nel 1994. La data esatta non la ricordo ma potrei facilmente rimediarla.
Questo mi ha portato ad avere non solo la stima e l'affetto di coloro che sono stati miei pazienti ma anche e soprattutto delle loro "madri coraggio". Tale stima e tale affetto sono addirittura aumentati dopo il mio arresto.Tant'è che già alcune di loro mi hanno contattato per esprimermi la loro solidarietà e si sono offerte di testimoniare a mio favore in un eventuale processo a difesa della mia specchiata onestà e professionalità.
Ho smesso di lavorare nel SER.T. il 28/02/2006.
Ma il 4/dicembre scorso la De Luca ed il Basentini hanno avuto la faccia tosta di convocare una strombazzante conferenza stampa per annunziare urbi et orbi che grazie alle loro preziosissime indagini, iniziate nel 2004,impennatesi nel 2006 ,conclusesi nel 2007 è stato stroncato un traffico internazionale di droga che era già finito di per se il 28 febbraio del 2006 in quanto chi riforniva di metadone la banda non era più in grado di farlo avendo cambiato lavoro.
Per quanto possa sembrare strano è proprio cosi'. Siamo alla cosa in mano ai bambini.
Ora vi scrivo cosa penso di tutto ciò.
Forse ha ragione Andreotti quando dice che a malignare si fa peccato ma si ci azzecca.
Allora lasciatemi malignare che ce l'azzecco. La De Luca ed il Basentini sono della D.I.A.(direzione investigativa antimafia) di Potenza. Ma a Potenza la mafia non c'è.
Voi sapete benissimo che nel nostro tormentato Meridione esistono "zone calde e difficili". I Pubblici Ministeri delle Procure di Nola , Torre del Greco, Locri e tante altre sono Magistrati delle cosiddette Procure di frontiera e stanno in trincea.
Rispetto a queste Procure quella di Potenza può essere definita una Procura delle retrovie dove i p.m.stanno in fureria.
Non dico una Procura di imboscati per non offendere nessuno.
A parte qualche caso di abigeato, di guida senza patente, di schiamazzi notturni tutta questa criminalità nel potentino non c'è.
Allora che fare per vincere la noia? Che fare per evitare erosioni da grattamento della cute circostante l'ombelico? Che fare per emulare il biondino della porta accanto e finire sui giornali come fulgido esempio di salde virtù professionali grazie alle quali le popolazioni di due Stati sovrani ed indipendenti (Vallo di Diano e Val D'Agri) sono state liberate da una pericolosa banda di cinici "Narcos"?
E'presto detto:
1) Inventarsi tredici mostri.
2) Sbatterli in prima pagina.
3) Convocare una conferenza stampa.
E'una tecnica ben collaudata.
Insomma impartirsi ed obbedire prontamente e con abnegazione e con sprezzo del pericolo all'ordine:"FACITE AMMUINA" che è l'articolo 27 della Regia Marina Borbonica e che non trascrivo sia per questioni di spazio sia perchè è facilmente reperibile su internet.
Ma ai Nostri due sagaci ed oculati e solerti investigatori é andata male già due volte.
Primo perchè due (non uno!) Giudici per le Indagini Preliminari li hanno contraddetti il giorno dopo.
Secondo perchè il clamore della "brillante" operazione ARACNEA non ha valicato i confini delle province di Salerno e Potenza.
Sarà al massimo arrivata nell'avellinese.
Del resto era facile immaginare che tredici Carneade non valessero nè un Vittorio Emanuele nè un Fabrizio Corona.
E, dato che non c'è due senza tre, io aspetto senza paura ma con trepidante attesa che si celebri il processo per far trasparire la veridicità dei contenuti di questa mia missiva.
Concludo scrivendovi che l'unica cosa confortante in tutta questa storia sta nel fatto che la De Luca ed il Basentini non facciano i chirurghi.
Nella certezza della pubblicazione sollecita ed integrale di questa lettera (compreso il post scriptum) vi porgo i miei saluti.
Dottor Luca Ippolito
P.S.Sapete benissimo che corrono strane voci sulle "TOGHE LUCANE". Queste voci non le ho messe in giro io. Lo giuro.
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21/01/2008
alle porte coi sassi, ma per sempre
Alcuni episodi indicano che gli spazi per rinviare la chiusura del bilancio di fine repubblica sarebbero sempre più esigui:
1 ) Il presidente del consiglio per la crisi dell’immondizia a Napoli invoca la solidarietà del paese. Non si dovrebbe spiegare che un atto di solidarietà non può darsi per ovviare agli effetti di un’azione amministrativa inadempiente e criminosa, a cui altresì si collegano gli interessi della camorra. Una simile solidarietà sfocia nella correità. L’immondizia non è il terremoto.
2 ) Il Capo dello Stato, dopo aver definito la situazione napoletana una “tragedia”, di fronte alla “solidarietà” delle regioni buone cambia marcia e dice che i media hanno esagerato e subito i media abbassano le luci
3 ) Un condannato per omicidio, Adriano Sofri, appare dallo spiritoso Fazio e corregge spiritosamente il “Gesù” di Ratzinger. Poco dopo siede al suo posto lo spiritoso D’Alema che ha simile esordio: “ Uno dei benefici di essere ministro degli esteri è viaggiare molto “ (sic!)
4 ) Il Papa è costretto a rinunciare alla visita alla Sapienza, ma sul fronte laico si afferma che Ratzinger in realtà non è imbavagliato perché appare in TV più di ogni altro, ponendo un confronto improprio tra scelte degli addetti all’informazione e libertà d’espressione. Silenzio generale invece sulla verità più squallida, che negli atenei italiani ristagnano colonie virali di docenti e discenti, il cui decrepito sessantotto si appella ancora all’atavico timore popolare per il dottore
5 ) Concorrenti in magistratura, spesso già avvocati, sono esclusi in gran numero perché sgrammaticati e incapaci di scrivere un tema scolastico
6 ) Negli ospedali di tutta Italia continuano i decessi per mala sanità, operarsi alle tonsille o per appendicite è intervento a rischio. Le eccellenze appartengono alla carta patinata per accedere ai fondi della ricerca
7 ) Dopo molti discorsi spesi sui salari esigui ai metalmeccanici sono concessi 127 euro lordi mensili in trenta mesi. Intanto i senatori lottano per salvare 4000 euro lordi annui pro capite
8 ) Non si trova il coraggio di dire che grandissima parte delle morti sul lavoro è causata dalla scontentezza con cui il lavoro è svolto. Disattenzione, chiacchiere, pressappochismo, poche ore dedicate al sonno per TV o discoteche, sono le vere cause di queste morti destinate a aumentare fin quando il lavoro non sarà garanzia vera d’una vita materiale migliore
Di fronte a questi esempi si deve prima di tutto respingere il consueto ammonimento “non si può generalizzare “ mirante a indebolire ogni argomentazione. Saremmo certamente alle porte coi sassi perché in ogni aspetto della vita politica, culturale, sociale, sindacale, imprenditoriale, scientifica, economica, amministrativa, professionale ecc. i cinquanta-sessantenni hanno responsabilità dirigenti. Si tratta della generazione che ha compiuto gli studi universitari tra i primi anni settanta e i primi ottanta, incantata da quanto di più biasimevole passasse per libertà. Una canaglia incompetente e presuntuosa, dai principi morali deboli o assenti guida l’Italia, mentre il resto del paese non dà alcun segnale di reazione vitale. Saremmo certamente alle porte coi sassi, nondimeno tireremo sassate inutili per sempre poiché gli organismi europei e internazionali in cui il paese è inserito sono la migliore salvaguardia degli euroceti e degli eurodelinquenti e la garanzia di impunità per proseguire la loro devastazione. Povera Giuditta, chi vorresti decapitare se Oloferne ha la testa a Bruxelles o New York e l’intestino a Roma?
ms
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20/01/2008
farina sulle donne
Ho letto un articolo in cui la signora Lo nardo in Mastella veniva criiticata perché, pare, sovrintenda, controlli e diriga, alle feste del partito, il buon andamento del buffet. Colpa grave a detta dell’estensore; sintomo di una visione familiare invadente del ruolo; assimilabile, si leggeva ancora, al comportamento della ex “governatora” della Banca d’Italia.
Ci risiamo, con le donne che non vengono giudicate per quello che fanno -o sono- nel ruolo istituzionale, familiare o sociale, ma per un bignè di “Scaturchio” (rinomata pasticceria napoletana).
E verrà, poi, il tempo dei tortellini, agnolotti, fonduta? Siamo alla gastronomia politica?
E il digestivo per simili commentatori?
cpf
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con le bocche bendate
Non ho simpatie per il clero in generale, e per questo papa in particolare. Non mi posso dire credente perché i credenti-credenti mi accusano di fare i miei comodi e forse, a parer loro, dovrei limitarmi a dire che “credo in qualcosa”, un po’ come i cantanti più drogherecci dichiarano nelle interviste con un’aria profondamente spirituale che non riuscirò mai ad avere.
Questo papa di scivoloni ne ha presi non pochi, come quando ha citato un testo che non poteva non innervosire i musulmani. Però l’episodio La Sapienza è stato davvero una tristezza, c’era da piangere a sentire le motivazioni dei professori, non oso immaginare quelle degli alunni, date le frasi slogan intraviste sugli striscioni. Quando si vuole fare la rivoluzione e si crede che si scriva con due zeta.
Intolleranza da paesi senza cultura, osso gettato a cani che non vedevano l’ora di azzannarsi per una qualche ragione. Bastava non andarci, o andarci per poi riconfermare le proprie tesi avverse, o ignorare la cosa, o dare una motivazione che non fosse la laicità. Divagazione linguistica, ormai si parla di laico ( dal greco, λαϊκός – uno del popolo ) come di opposto a credente, invece di parlare di ateismo. Forse suona più sano e giusto. Suona più laico, dire laico.
E come pensare che se fosse venuto il Dalai Lama in Italia, non ci si andava perché non siamo buddisti. Evviva lo smacco, in effetti durante la sua visita a Roma, non è stato ricevuto, nemmeno dal Papa, ma non è qui il luogo per spiegarne le non-buone ragioni. Fatto sta che il Pontefice, nel suo discorso diffuso in via scritta, non intendeva ripetere la sua discutibile affermazione su Galileo, né si sarebbe messo a dissertare sulla moratoria sull’aborto. Avrebbe tenuto un discorso da intellettuale e da papa.
Un po’ inutile rivendicare il diritto di parola solo quando è il nostro turno.
ot
15:00 Scritto da: le.cadute | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: cultura, società, politica, tajani | OKNOtizie |
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19/01/2008
informazione e insinuazione
Il mio modo di essere e, quindi, ragionare socialmente, politicamente e culturalmente è distante galassie infinite da Clemente Mastella.
Ciò premesso, proprio per quanto premesso –e scusandomi con la sua persona se lo uso a pretesto e riferimento- esprimo lo sconcerto e la più profonda indignazione per le pieghe verso la insinuazione che sta assumendo una parte dell’informazione italiana.
Insinuazione che non è cronaca, informazione cruda, attinente ai fatti. Ma, lancio del sospetto. Inquinamento del vero, nella ignoranza, finanche, del veritiero e, di converso, di cosciente adescamento alla propria esibizione.
La democrazia partecipativa si inquina attraverso le manipolazioni mediatiche. La parzialità –pure costruita e elaborata nelle regie TV- corrompe la stabilità emotiva della socialità. Crea i presupposti per disastri etici. Propugna le crisi. Nasconde inconfessati interessi.
Attenti, Cittadini! Dobbiamo esser vigili. Purghiamoci degli untori.
f
21:35 Scritto da: le.cadute | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: cultura, società, politica, franchini | OKNOtizie |
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per concorso e per grazia
Il Magistrato risponde solo alla legge. Ma, non è la legge. Può interpretarla estensivamente o restrittivamente, per lessico o per senso.
Il Magistrato risponde solo alla legge. Ma, non è la legge. Può applicarla secondo propria valutazione e convincimento dei fatti e per prova logica, anche nella ipotesi e teoremi sui fatti.
Il Magistrato risponde solo alla legge. Ma, non è la legge. Può confonderla e turbarla, confondendosi e turbandosi per sua caducità umana e possibile, sempre umana, evenienza all’errore.
Il Magistrato risponde solo alla legge. Ma, non può distogliersi dallo spirito delle legge.
L’autonomia del Magistrato è la ratio fondante della sua obbligata terzietà. Che gli deriva da un dettato costituzionale; quindi, da un mandato del Popolo.
E il Popolo non richiede, per applicare lo spirito della legge –laica- la affermazione di una intangibilità di stampo religioso.
Affida e chiede autonomia e terzietà. Con esse chiede il silenzio. La solitudine del silenzio sacrale. Il silenzio del giudizio. Il colto giudizio nel silenzio.
Vi sono nella Magistratura Italiana, Uomini straordinari, di cultura e scienza di vita, di dedizione, che rendono questa Repubblica una comunità degna di rispetto. Uomini del Popolo, Cittadini, designati alla pratica del sacro silenzio del giudizio e al colto giudizio nel silenzio.
Non può tacersi, però, l’osservare, il verificare, che taluni, oltre questi, –adusi, finanche, a rappresentarsi con un linguaggio dal lessico ipoteticamente baroccato, se non scomposto, con diffuse evasioni sintattiche, per non dire delle grammaticali,- denotino lacune etico/politiche/sociali e disattenzioni maldestre e lacerazioni del silenzio; che trasudano dalle sentenze, dai ritardi, dalle esibizioni folcloristiche.
Uomini qualunque; illuminati però e per sorte, dalla Grazia. Semidei per l’investitura di un concorso e, poi, per una Grazia che discende da se medesimi. Grazia che non è, ormai, neppure più di Dio.
Ma il Popolo perchè non elegge i Magistrati?
f
21:04 Scritto da: le.cadute | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: cultura, società, politica, franchini | OKNOtizie |
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MMM…onnezza: dubbi sui rifiuti (di far qualcosa)
Nomen omen: nel nome il presagio. “’Monnezza”; comincia con una “m”, incerta, assorta, un ciancicato che tende a prolungarsi, strascico di qualcosa, come un rifiuto: scarto, scartato, finito, esterno alla nostra vita, consumato, andato. Eppure è lì, concreto, ingombrante, al punto che se non te ne liberi si avvalla in soffocanti montotti. E’ o non è? E’ il resto dell’oggetto che era prima o un oggetto nuovo, il “rifiuto”? Vive la sua fine, consumato, oppure il suo inizio, da smaltire? Dubbi; ero certo del dubbio: quella “m” di monnezza, un principio di “mmm” che sa di cogitabondo, irrisolto, incertezza non smaltita.
Poi ti liberi di questa “emme” attaccosa: una labiale che si riverbera nelle narici e diventa mucosa, da “m” a “mmm”, ma poi, appunto, ti liberi, plani, e una volta libero, un ponte nasale ispido di due “enne” ti porta dalla “o” alla “e” quasi forzandoti all’asprigno aggrottare di zigomi. “Mmmonneee….”: il naso, vellicato dalla doppia enne, si arriccia, a fiutare il puzzo che si leva, mentre gli zigomi abbozzano un nervoso ed istintivo suggerimento agli occhi, di socchiudersi, come a respingere un pensiero, o una vista, o un odore, sgradevoli.
Sgradevole, magari, come il ronzio di una zanzara che ronza nella zona nell’orecchio: “ezza”. Fricativa alveolare: fricativa perché il suono è prodotto dalla frizione dell’aria che passa nel cavo orale ristretto, come un ritirarsi in sé stesso a respingere il puzzo; alveolare perché la lingua si avvicina agli alveoli, cioè le cavità che contengono i denti, come a cercare una via di fuga tastando le pareti, una volta verificata l’impossibilità di cacciare la puzza entrata dal naso. “Zza”: vocale aperta. Dopo la emme gommosa che si allunga e la zeta in frizione graffiante, la bocca si apre: impotente ai lezzi, stupita al rifiuto che credeva “finito” e invece è ancora là.
Il dubbio, l’impotenza, lo stupore dei cittadini di fronte alla monnezza. Dubbio: è stato fatto tutto il possibile per il bene di noi cittadini? Impotenza: non possiamo ingoiarceli i rifiuti.
Stupore: noi siamo impotenti, ma qualcuno (mmm… strascichi di dubbio) provvederà per noi. Ah! (esclamazione vocalica aperta): la monnezza è ancora là?
am
20:04 Scritto da: le.cadute | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: cultura, società, politica, maiorino | OKNOtizie |
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17/01/2008
l' "affare" Mastella
Ai tempi di Craxi cadde il silenzio glaciale sulla denuncia – autodenuncia del “sistema” della “I” Repubblica.
Oggi, i parlamentari –non, il Parlamento- hanno sottolineato con applausi solidali l’intervento di Mastella.
Solidali con chi?
Con un sistema politico-clientelare cui non si sottraggono –con l’ipocrisa ignobile di una verginità morale edulcorata al proprio profitto, quael che sia- gli aulici portatori di valori. Adornati di chiacchierecci. Per le servette, d’un tempo, pure esse docili e illusi strumenti delle esperienze dei “padroncini”.
Ognuno salva, pensando di dover essere salvato. Ognuno giustifica, pensando di dover esser giustificato.
Sulle spoglie, esibite, del capro espiatorio.
Mastella, probabilmente, non sarà esente da colpe –morali, politiche e finanche comportamentali-. Ma il linciaggio mediatico, prima, giudiziario, poi, il coinvolgimento abnorme –per le motivazioni dell’ordinanza, come si apprendono- della Signora Lonardo sono maleodoranti. Di una strategia strisciante. Non eroicamente rivoluzionaria e protesa alla riaffermazione dei valori etici dello stato. Bensì affondo, ignobile, di interessi diversi e incrociati. Anche provvisori e improvvisi. Più ampi e confacenti alla conquista di un potere di regime, antipartecipativo, trasversale.
L’ “affare” Mastella, oggi, e più ancora nelle risoluzioni verso le quali si incamminerà domani, segna l’ingresso “trionfale” della nostra Repubblica nel terzo mondo in regressione.
Ma non ci si può sottrarre, nel contempo, dal ricordare una vittoria al tour de France che, forse, evitò scontri civili gravi, dopo l’attentato a Togliatti. E considerare il valore di influenza dell’odierno scandalo nel contesto della “emergenza rifiuti” in Campania e delle responsabilità occultate e distolte. E’ comodo, vera fortuna, che si i capannelli dei cittadini divaghino su Mastella.
Lo stato, tirato di qui o di là, è, ormai, un giocattolo rotto. Anch’esso da “emergenza rifiuti”.
f
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pioggerellina quotidiana
Come un inglese abituato alla pioggerellina quotidiana non fa caso all’anomalia di avere costantemente le suole bagnate, così mi sono assuefatta alla vista della spazzatura: la considero ormai un elemento naturale del paesaggio urbano, come le case, le macchine e le persone. La sua presenza sull’asfalto è la spina su un cactus, il naso in mezzo alla faccia: ovvia.
Diciamo la verità, non mi dà nemmeno tutto questo fastidio: come ha detto Rosy, non ci agitiamo, non muore nessuno. Ho sentito un comico in tv proporre, per assurdo, di buttare tutti i rifiuti in eccesso nella bocca del Vesuvio: mi ci è voluto qualche attimo di troppo per coglierne il sarcasmo.
Quando mi chiedono se è vero che dove abito ci sono sagome di immondizia che fanno ciao, non so cosa rispondere: proprio non me lo ricordo, perché non ci faccio più caso. Né sono in grado di dire se Roma sia più o meno sporca di Napoli, perché lo schifo dei sacchetti neri mi si neutralizza davanti agli occhi, diventa invisibile. E nemmeno riesco ad apprezzare la pulizia di altre città, come una poesia in un’altra lingua: non la capisco, dovrei utilizzare un parametro di valutazione che non possiedo.
Nella provincia salernitana, dove vivo, sento dire che da noi è tutta un’altra cosa rispetto al napoletano: l’immondizia, magicamente, non c’è. Perché non si parla più di toglierla o non toglierla, ma di esserci o non esserci, come se la questione dipendesse da un’entità superiore – che, effettivamente, assume talvolta contorni non ben delineati. Ieri sera, però, qualche neurone si è svegliato all’improvviso e l’ha vista: era proprio lì, tutta colorata, a cespugli, lungo la strada. E, quando l’estensione di ogni popolazione di sacchetti supera i 15 metri, credo si tratti di una quantità di un certo rilievo. Dico credo, perché non so quale sia lo standard.
Mi ricordo di un ragazzo tunisino, qualche anno fa, appena arrivato in Italia. Mentre camminavamo si accorge che qualcuno butta una lattina per terra: fa un passo indietro, la raccoglie e la getta nel cestino. Continuando a parlarmi d’altro, come se quel gesto fosse stato scontato. Oggi è il primo a non farsi problemi nel buttare le carte fuori dal finestrino dell’auto. Si è integrato bene: neanche lui ricorda più quale sia lo standard.
ot
20:39 Scritto da: le.cadute | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: cultura, società, politica, tajani | OKNOtizie |
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16/01/2008
incominciamo
Credo occorra interrogarci tutti, spietatamente, e senza circumvallazioni intellettualoidi, abbattendo falsi profeti e approssimativi e pretestuosi e presuntuosi esageti della filosofia, e non, sul significato e attuazione prassistica, di “politica”, nella società del XXI secolo.
Oltre ogni approssimazione strumentale che deriva dalla “morale” sociale, ora religiosa, ora accentratrice, capitalistica o edonistica.
Dire il “basta!” alle improvvisazioni teoriche su cui hanno speculato, opprimendo e massacrando, reazionari e rivoluzionari alla moda.
“Basta!” con le ipotesi della “politica” subordinata –o espressione- di esigenze privatistiche di impotenze –finanche a sfondo psichiatrico- che hanno cercato di eludere, mistificando, ogni intima esigenza di rappresentazione della singolarità nella molteplicità. Devastando le diversità. Frapponendo, tra l’uomo e i suoi compagni di viaggio, anatemi, differenze, incomprensioni, rancori, esaltazioni: alla fine, morte e disperazione.
Occorre dire “basta!”, a tutti i qualunquismi e ignavie. “Basta!” alla vane, miserevoli, presunte sollecitazioni di bisogni.
Insomma: “basta! “. Con un grido di consapevolezza e di determinazione per una lettura altra della storia e della funzione di tutti noi.
Senza preclusioni fomentate da ideologismi pretestuosi. Senza sfruttamento uomo-uomo.
Sfrondati dalle paure e dai timori imposti, ciascuno potrà pregare e creare, costruire e modificare. Per sè, per i propri eredi, per la terra, per il confine e il fine dell’universo cosmo.
Diamo principio alla vita sottratta!
Avanti!
franchini
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