12/02/2008
si, ci piacciono i cani (yes, we can)
Prossimamente su questi schermi la mia enorme stima per l’altro motto, “Italia: rialzati” (che poi ti metto lo sgambetto).
a.m.
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19/01/2008
MMM…onnezza: dubbi sui rifiuti (di far qualcosa)
Nomen omen: nel nome il presagio. “’Monnezza”; comincia con una “m”, incerta, assorta, un ciancicato che tende a prolungarsi, strascico di qualcosa, come un rifiuto: scarto, scartato, finito, esterno alla nostra vita, consumato, andato. Eppure è lì, concreto, ingombrante, al punto che se non te ne liberi si avvalla in soffocanti montotti. E’ o non è? E’ il resto dell’oggetto che era prima o un oggetto nuovo, il “rifiuto”? Vive la sua fine, consumato, oppure il suo inizio, da smaltire? Dubbi; ero certo del dubbio: quella “m” di monnezza, un principio di “mmm” che sa di cogitabondo, irrisolto, incertezza non smaltita.
Poi ti liberi di questa “emme” attaccosa: una labiale che si riverbera nelle narici e diventa mucosa, da “m” a “mmm”, ma poi, appunto, ti liberi, plani, e una volta libero, un ponte nasale ispido di due “enne” ti porta dalla “o” alla “e” quasi forzandoti all’asprigno aggrottare di zigomi. “Mmmonneee….”: il naso, vellicato dalla doppia enne, si arriccia, a fiutare il puzzo che si leva, mentre gli zigomi abbozzano un nervoso ed istintivo suggerimento agli occhi, di socchiudersi, come a respingere un pensiero, o una vista, o un odore, sgradevoli.
Sgradevole, magari, come il ronzio di una zanzara che ronza nella zona nell’orecchio: “ezza”. Fricativa alveolare: fricativa perché il suono è prodotto dalla frizione dell’aria che passa nel cavo orale ristretto, come un ritirarsi in sé stesso a respingere il puzzo; alveolare perché la lingua si avvicina agli alveoli, cioè le cavità che contengono i denti, come a cercare una via di fuga tastando le pareti, una volta verificata l’impossibilità di cacciare la puzza entrata dal naso. “Zza”: vocale aperta. Dopo la emme gommosa che si allunga e la zeta in frizione graffiante, la bocca si apre: impotente ai lezzi, stupita al rifiuto che credeva “finito” e invece è ancora là.
Il dubbio, l’impotenza, lo stupore dei cittadini di fronte alla monnezza. Dubbio: è stato fatto tutto il possibile per il bene di noi cittadini? Impotenza: non possiamo ingoiarceli i rifiuti.
Stupore: noi siamo impotenti, ma qualcuno (mmm… strascichi di dubbio) provvederà per noi. Ah! (esclamazione vocalica aperta): la monnezza è ancora là?
am
20:04 Scritto da: le.cadute | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: cultura, società, politica, maiorino | OKNOtizie |
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