03/03/2008
vento di pre-etica
Si avverte una forte competizione –quasi concorrenza, e non è male-, da parte degli “schieramenti” impegnati nella campagna elettorale, sui temi dell’etica dei comportamenti sociali, quindi politici e, conseguentemente, finanziari e economici.
Già, poichè le diaspore. le ipotesi, le intenzioni, contano poco se i conti complessivi non tornano causa il consueto e adusato privilegio consentito ai dominatori, imperversatori e spoliatori della scena sociale.
I quali, ulteriormente, potrebbero perseverare nel loro arricchimento se lasciati indenni. Profittando del liberticidio, a onere delle fasce sociali non protette dalle inadeguatezze e arretratezze del sistema contributivo, assistenziale, gestionale della cosa pubblica nonchè della “falsa giustizia”, praticata nei tribunali della Repubblica.
A chi affidare il consenso? La opportunità di protestare la necessità di un radicale mutamento della condizione civile in Italia?
Tralascio i concorrenti simili (PD e PDL) , giacchè esprimono e rappresentano un teorema- blocco.
Destra, sinistra o la ipotizzata “lista pazza”?
La destra (quella di Storace, per intendersi) arena il suo sforzo -o il suo programma- per alcuni versi con spunti sociali e morali condivisibili, nel vago di un ribellismo orchestrato su luoghi comuni e su spaventi che riportano al palo della inefficienza paralizzante l’etica “Italia”; dovendo peraltro dichiarare gli interessi su cui si promuove e che tutela. Interessi che, a prima lettura, non appartengono alla fascia dei meno abbienti e dei diseredati; dichiarazioni a parte.
La sinistra (quella di Bertinotti, per intendersi), impregnata di liberismo economico, intensa nella tutela della condizione morale della cittadinanza, pure se ne confina ai margini; con il recepire e conglobare escatologie di facezie intellettuali, buone per i circensi e non per lo stato sociale; depauperando nell’effimero ogni propensione di ordine etico/sociale..
La “lista pazza” può produrre una “atmosfera” di responsabilità, individuale, nel sociale, a patto che chiaramente la annunci. Discostandosi dagli equivoci temi “acchiappavoti” su cui si condensa e, altresì,. definendo una propria presenza di “atmosfera”, anche pragmatica, contro le lobbies finanziarie, nazionali e internazionali che devastano non solo lo stato ma anche e soprattutto lo sviluppo autonomo dei popoli.
Alla fine, si resta nel dubbio atroce, che le proprie attese possano essere estranee alle “attese” dello Stato.
Domanda: ma l’Italia è la Repubblica Italiana ?
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00:44 Scritto da: le.cadute | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: cultura, società, politica, franchini | OKNOtizie |
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