16/02/2008

uomini della Repubblica

Purtroppo, due modi o situazioni “diversi” si sono manifestati in due trasmissioni televisive.  Dico purtroppo poichè evidenziano e fermentano ancor più lo sdegno verso la generalizzata dissolvenza dei valori della Repubblica. accolta ed esaltata dal vomito di chiacchierecci politici –ed economici e sociali- che impudentemente si riversa sulle cattive coscienze.

“Le iene”: intervista al Sostituto Procuratore De Lucia.   Risposte chiare, tecniche, nei confini della discrezione che si impongono a quanti sono deputati e prescelti nel ruolo di Pubblico Ministero. Senza orpelli declamatori. Senza pianti o esaltazioni. Sottraendosi ad ogni commento sulla sua persona. Insomma, un Magistrato della Repubblica.

“Anno Zero”: presenza-intervento di Massimiliano Fuksas. Un parlare –che nei contenuti si ascolta per la prima volta pubblicamente- crudo: Portante come le strutture di manufatti architettonici, tagliente come spigoli. L’etica degli italiani. Un parlare definito “antropologico”, per isolarlo, per non accoglierlo nella sua sconcertante tensione alla “rivelazione”. Un parlare  che è la forza civile della creatività nel sociale. Da cui “ci si deve” svincolare”. Perchè il “poco” abbia le ragioni del potere.

Alla fine: chi sono gli uomini della Repubblica?

f

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il "più" della innocenza

Leggo su Repubblica.it:

VITERBO - Due ragazzi di 15 e 16 anni, residenti a Fabrica di Roma, un paese a pochi chilometri da Viterbo, sono stati arrestati con l'accusa di violenza sessuale di gruppo ai danni di tre bambini.”

Scorro il repertorio delle sentenze della  Suprema Corte:

 Con sentenza in data 18.11.2005 la Corte d'Appello di Torino confermava la condanna alla pena della reclusione ridotta ad anni due mesi sei inflitta nel giudizio di primo grado a…. perchè in più occasioni e in esecuzione del medesimo disegno criminoso, con violenze e minacce e con abuso della qualità di genitore, aveva costretto il figlio..., minore di 10 anni, a subire atti sessuali:  …era stata accertata la sussistenza del fatto sotto il profilo materiale...” (tralascio la raccapricciante ricostruzione del fatto la cui  lettura induce a pensare alle vittime; alle quali nessuna condanna restituirà mai più, nella vita,  fiducia).

Sono migliaia queste sentenze. Sono trasversali,  nel senso che  i crimini vengono commessi a diversi livelli sociali, forse, concedo,  più dove la coscienza è ottenebrata, e, nelle più diverse città, comuni,  province o borghi, colpisce come un cancro che alligna, cresce ed  esplode senza pietà, senza controllo.

Una volta, si diceva: senza religione; ritenendo immuni i soggetti con simili apparentamenti. La cronaca smentisce o, forse, svela

Quando si legge di ragazzi dediti alle stesse nefandezze, delle quali sono quotidianamente vittime, dobbiamo pretendere delle spiegazioni da noi stessi, dalla famiglia, dalla società, dalla cultura. Spiegazioni, non giustificazioni.

Se il modello culturale che si propone è quello della sopraffazione, del più forte, del più bello, del più ricco, del più “figo” in questa società che calcola il profitto e non calcola la perdita,  anche la perdita dell’innocenza diventa un “più”?

Chi incassa il profitto di questo “più” ?

cpf

13:25 Scritto da: le.cadute | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: cultura, società, politica, panariello | OKNOtizie |  Facebook

12/02/2008

si, ci piacciono i cani (yes, we can)

L’artisticità della campagna elettorale risiede nello sforzo creativo richiesto ai politicanti in campo per fregare i cittadini. Creazione ed artificio: da sempre due caratteri dell’arte. La creazione, da sempre propria dell’arte, si è palesata alla riflessione teorica come elemento determinante del processo artistico soprattutto nella delicata fase di trapasso delle arti visive dalla sfera delle arti meccaniche a quella delle arti liberali tra XIV e XV secolo, ma con episodi prodromici già nel Trecento. Artificio: “ars” già in antichità indicava operazione fondamentalmente tecnica, in contrapposizione alla naturalità dell’”ingenium”. Si, ma che ce ne frega? Niente. Così come, francamente, non me ne frega niente che “si può fare”, visto che, di là del plagio ad Obama che già sminuisce l’artisticità del motto a riciclaggio manieristico, ho la sensazione che lo slogan riecheggi qualche spiritoso telefilm americano ben adatto a far compagnia nei pomeriggi piovigginosi, piuttosto che suonare come corno di guerra per un’epica risalita italiana. Ma è giusto così: ho spesso deprecato, in altri articoli, l’orrenda metamorfosi da “titani” a “nani”, cioè l’onda di mediocrità dell’epoca, cui non resta nemmeno la volontà di potenza. Forse non tutti ricordano che “si può fare” è una battuta piuttosto nota di un apprezzatissimo film comico di Mel Brooks del 1974, cioè “Frankenstein Jr”. Quel “junior” è un sinistro sberleffo del destino: un memorandum di nanismo… Quel Frankenstein, poi… la politica (italiana) mette i brividi.

 

Prossimamente su questi schermi la mia enorme stima per l’altro motto, “Italia: rialzati” (che poi ti metto lo sgambetto).

 

a.m.

 

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09/02/2008

tra ipocrisie perbeniste e facezie velleitarie

Se non fosse occorsa la relazione della Corte dei Conti, nessuno in questo paese del “tira a campare” –con i modi dei servi osannanti-  potrebbe profferire affermazioni tali da  offendere alcuno o alcuna categoria.

Ma la Corte dei Conti relaziona su una diffusa  corruzione nella società italiana, nella vita morale ed estetica della Repubblica.

Si può così dare spazio alla società delle lagnanze, dei vituperi, dei sordidi sotterfugi dove il proprio particolare interesse –già corrotto- esplode  nelle categoria delle pretese, dell’imitazione servile, dell’abbandono degli altri.

Corruzione. Degli animi, Dell’etica della storia. Che stravolge come pretesto di protesta, come vacuo ribellismo, le riflessioni sulle condizioni di esistenza delle vaste incipienti masse di crescente emarginazione. Che solleva dai “ghetti”  emarginazioni fittizie,. Che le esalta per presentarsi indenne da ignominia. In un ipocrisia perbenista che gioca in controcanto con facezie velleitarie.

Qui il gioco al massacro delle dignità. La vendita della sofferenza. La diffamazione dell’etica della Repubblica.

Corruzione. Come adeguamento giustificato dei comportamenti al minimalismo politico. Alla rincorsa al convincimento. Senza una parola che sia il risuono vero di decisioni vere. Di coerenze pagate con il sangue.

Corruzione. Come imposta gabella morale per essere “tutti uguali” in una società di despoti.

 

No!

f

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04/02/2008

scopone con bari

Mossa e contromossa. Berlusconi, per esser scritto a gran titolo nella storia della Repubblica (di questa repubblica?) “deve” essere eletto  Presidente della Repubblica.

Occorrono i propri voti (quelli di Forza Italia) e quelli del PD. Di base. Il resto viene da sè.

Ma il Centro incalza. Le elezioni presidenziali americane si fanno vicine. La presenza cattolica è pressante. L’intolleranza, strategica, della finanza e dell’industria è deflagrante.

E il Centro (la restaurazione rivisitata) sancirebbe la perdita di coesione del PD. Lo sgretolamento previsionato di Forza Italia. La richiesta di ruolo della pseudo-destra e della pseudo-sinistra. Senza tempestività di scelte di influenza, da parte  dei potentati finanziari e industriali, sugli  scenari economici prossimi futuri.

Allora?

Soluzione possibile all’italiana. Da I o II o XX repubblica. Tutti insieme ad acquietarsi. A calcolare le disponibilità per i profitti venturi. Con alleanze, “assassini”, vendette, compromessi, “vendite”, “matrimoni combinati”. Sempreterne carte da tenere nascoste nella manica. Qualche fumo ideologico negli occhi (il parlar distratto giova ai bari). E poi ognuno per sè.

Carte rimescolate. Nuova partita. E lo “scarafone” del tavolo pronto a raccogliere la  vincita. Modesta  ma sicura e continua. Una sorgente di ricchezza.

Le puntate sono false. Ma il denaro incassato è, sorprendentemente,  vero. Ed è il denaro-lavoro dei nuovi servi. Sussurriamo: o della plebe?  

f

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03/02/2008

Marini o la restaurazione rivisitata: uno scopone politico

Si farà il governo. Ma non si rifarà l’etica/politica in questo paese. Se l’etica/politica   sia mai stata il presupposto della ragion di stato   di questo paese.

Si farà il governo. Perchè i potentati finanziari e industriali devono  preventivamente adeguarsi  ai risultati possibili delle elezioni presidenziali americane. Peraltro insistendo nella miopia/profitto che disattende le complessive necessità di sviluppo e di distribuzione planetaria, in termini di risorse –anche umane-, andando di scia, e sostanzialmente sottovalutando, nella propria inadeguatezza storica, alle formazioni-tipo sociali che si vanno esaltando nell’est e in parte del sud del mondo.

Il principio, seppure edulcorato , resta il volo dell’avvoltoio. Stasi. Inerzia. Impedimento. Sfruttamento.

In questo percepibile sottostrato di interessi –comunque essi si presentino e  sempre adeguabili- non potrà non formarsi il nuovo Governo della Repubblica.

Che ha l’obbligo di ricomporre fratture. Sanare cocci per conflitti di rappresentanza e gestione. Interventi di assistenzialismo sottratti e rivalutati e riassegnati e riassegnabili.

Coniugando la vecchia e “produttiva” cultura assistenzialistica per il sud con il protezionismo delle esportazioni/post importazioni del nord. Tutto nel grande crogiuolo del manovrismo mediatico e di controllo. Fare servi serve a farsi  padroni.

Allora? La “destra” e la “sinistra”  dovranno accettare –rifuggendo altri e diversi “sogni di gloria”  il ruolo di contenimento delle spinte esistenziali, insomma dovranno accettare il ruolo di guardiani del gregge. Il centro vanificherà le spinte “manageriali” del sistema Berlusconi e le forme estetiche del neo liberismo di Veltroni. Questo il palese progetto.

Ma il transito verso di esso presuppone le tagliole di quanti non possono accettare l’epilogo. I “popolari” di destra e i “liberali” di sinistra. Ed allora occorre rimescolare costantemente le carte . Anche se il banco vince sempre. E voglia o non voglia, sia consapevole o non,  subisca o non, il Presidente designato sarà il punto di leva del nuovo assetto dell’economia italiana. Di conseguenza del nuovo assetto della politica italiana. Della restaurazione rivisitata.  Ancora priva di contenuti etico/politici, finanche e per assurdo, di pubbliche forche.

Il nuovo centro? Lo si osserverà compiuto alla elezione di Berlusconi alla Presidenza della Repubblica. Con la dissolvenza di Forza Italia e una sparuta presenza di Circoli della Libertà, pronti a far fronte e surrogare il giustizialismo sociale della destra. Con la frantumazione del Partito Democratico e la “eliminazione” politica di Veltroni e con la  formazione di un movimento radical/chic -e da parata- di “sinistra”, idoneo a contrastare il “rivoluzionarismo” parolaio e confusionario –oscurantista e reazionario- della sinistra simbol-nostalgica.

Vero,  però, anche il contrario.

E il Governo non si farà. Per dare luogo a una depauperazione immediata, una  fibrillazione irreversibile del sistema politico. Di cui il Presidente incaricato  asumerebbe  significato di cartina di tornasole. Accelerandosi  i tempi della quantificazione   delle forze, ognuna posta nelle situazioni più favorevoli alla propria proiezione futuribile (sempre nel globale contesto economico/finanziario). In termini poveri, sacrificando l’interesse del paese alla velocizzazione delle ipotesi di un attrezzabile potere. Non muta il fine. Si diversifica il modo nel tempo.   

Il tutto, con giuochi di guerra politici su un campo disseminato di cattolicesimo e falsa  massoneria.  Con Casini e i suoi adepti. Anche quelli -maggiormente essi- oggi apparentemente dispersi e attenti  a occupare, preliminarmente, gli spazi  che offre la nuova restaurazione rivisitata .

Ipotesi?. Fantasie?. E i nomi? Basta scorrere l’almanacco dei media. 

 

 

Un dato è certo. Che si batte la grancassa dell’informazione, con i moniti di indirizzo delle gerarchie ecclesiastiche e degli industriali. Moniti, ammonimenti, suggerimenti, che la “Politica ” di un Paese autonomo nella partecipazione e sovranità popolare non dovrebbe consentire. Né –lo diciamo?-  sottostare alle variabili che si intravedono nell’alternanza delle primarie americane.

Giochi di guerra. Giochi di denaro. Giochi di politica. Uno scopone politico.

Ma non sarebbe preferibile uno scopone scientifico?

f 

23:34 Scritto da: le.cadute | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: cultura, società, politica, franchini | OKNOtizie |  Facebook

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