12/02/2008

si, ci piacciono i cani (yes, we can)

L’artisticità della campagna elettorale risiede nello sforzo creativo richiesto ai politicanti in campo per fregare i cittadini. Creazione ed artificio: da sempre due caratteri dell’arte. La creazione, da sempre propria dell’arte, si è palesata alla riflessione teorica come elemento determinante del processo artistico soprattutto nella delicata fase di trapasso delle arti visive dalla sfera delle arti meccaniche a quella delle arti liberali tra XIV e XV secolo, ma con episodi prodromici già nel Trecento. Artificio: “ars” già in antichità indicava operazione fondamentalmente tecnica, in contrapposizione alla naturalità dell’”ingenium”. Si, ma che ce ne frega? Niente. Così come, francamente, non me ne frega niente che “si può fare”, visto che, di là del plagio ad Obama che già sminuisce l’artisticità del motto a riciclaggio manieristico, ho la sensazione che lo slogan riecheggi qualche spiritoso telefilm americano ben adatto a far compagnia nei pomeriggi piovigginosi, piuttosto che suonare come corno di guerra per un’epica risalita italiana. Ma è giusto così: ho spesso deprecato, in altri articoli, l’orrenda metamorfosi da “titani” a “nani”, cioè l’onda di mediocrità dell’epoca, cui non resta nemmeno la volontà di potenza. Forse non tutti ricordano che “si può fare” è una battuta piuttosto nota di un apprezzatissimo film comico di Mel Brooks del 1974, cioè “Frankenstein Jr”. Quel “junior” è un sinistro sberleffo del destino: un memorandum di nanismo… Quel Frankenstein, poi… la politica (italiana) mette i brividi.

 

Prossimamente su questi schermi la mia enorme stima per l’altro motto, “Italia: rialzati” (che poi ti metto lo sgambetto).

 

a.m.

 

21:43 Scritto da: le.cadute | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: cultura, società, politica, maiorino | OKNOtizie |  Facebook

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