09/02/2008

tra ipocrisie perbeniste e facezie velleitarie

Se non fosse occorsa la relazione della Corte dei Conti, nessuno in questo paese del “tira a campare” –con i modi dei servi osannanti-  potrebbe profferire affermazioni tali da  offendere alcuno o alcuna categoria.

Ma la Corte dei Conti relaziona su una diffusa  corruzione nella società italiana, nella vita morale ed estetica della Repubblica.

Si può così dare spazio alla società delle lagnanze, dei vituperi, dei sordidi sotterfugi dove il proprio particolare interesse –già corrotto- esplode  nelle categoria delle pretese, dell’imitazione servile, dell’abbandono degli altri.

Corruzione. Degli animi, Dell’etica della storia. Che stravolge come pretesto di protesta, come vacuo ribellismo, le riflessioni sulle condizioni di esistenza delle vaste incipienti masse di crescente emarginazione. Che solleva dai “ghetti”  emarginazioni fittizie,. Che le esalta per presentarsi indenne da ignominia. In un ipocrisia perbenista che gioca in controcanto con facezie velleitarie.

Qui il gioco al massacro delle dignità. La vendita della sofferenza. La diffamazione dell’etica della Repubblica.

Corruzione. Come adeguamento giustificato dei comportamenti al minimalismo politico. Alla rincorsa al convincimento. Senza una parola che sia il risuono vero di decisioni vere. Di coerenze pagate con il sangue.

Corruzione. Come imposta gabella morale per essere “tutti uguali” in una società di despoti.

 

No!

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12:36 Scritto da: le.cadute | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: cultura, società, politica, franchini | OKNOtizie |  Facebook

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