25/01/2008
come è giusto il tempo e come sciocchi sono gli umani
Mastella…Prodi…Berlusconi…come è giusto il tempo e come sciocchi sono gli umani.
E’ caduto il governo.
Inevitabilmente siamo sottoposti ad un tam tam mediatico fatto di trasmissioni televisive, intercettazioni, dichiarazioni di personaggi sconosciuti o dell’ultimo momento; ma il problema si riduce (scusate se è poco) al fatto che il governo è caduto e bisogna farne un altro.
Responsabilità individuali? Della maggioranza? Del PD? Delle mancate alleanze?
Prima o poi i nodi verranno al pettine perché il tempo è gentiluomo.
Anche se a volte capita, come in questo caso, che il tempo delle verità e delle soluzioni si allunghi.
Ed intanto come lo passano alcuni di questi umani?
Riproponendo come alternativa un vecchio copione (si vada ad elezioni con questo sistema elettorale), vecchi personaggi e vecchie coalizioni che hanno già governato, o malgovernato, prima.
Berlusconi, che sembrava obsoleto (e un po’ patetico…) ritorna a battersi il petto come King Kong, mentre Prodi, che fino all’ultimo pensava, o sperava, di farcela, appare già l’uomo delle nebbie.
Perché quello che fanno fatica a capire gli umani, quelli che fanno politica, mica tutti, è che il tempo è galantuomo: ricorda e dimentica tutti in ugual misura, collocando, poi, ognuno al posto che gli spetta.
ma
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23/01/2008
l' "affare" Mastella: un nuovo gioco
Non si comprende, e non potrebbe essere altrimenti, sul come possa incidere sulla ordinaria amministrazione dello stato -sul funzionamento delle scuole, del sistema sanitario, della burocrazia ministeriale, della amministrazione della giustizia, su tutto ciò che modifica, realmente e quotidianamente, la vita di ciascuno- ogni mutazione critica della condizione politica.
Vero che le posizioni politiche, ancorchè autenticamente ideali, determineranno costumi e socialità, rapporti e pretese. Ma è percettibile, per la comune esperienza –anche se non documentabile-, che le posizioni politiche facoltino, agevolino, sottesi pronunciamenti finanziari, di profitto.
Sottesi. Qui, più che altrove. Tra crocevia mediterranei e sguardii all’est. Tra ripercorrenze asiatiche e insediamenti immigrati.
Se ciò ipotizzabile –verosimile, dunque, ma non vero- l “affare” Mastella potrebbe incitare la fantasia alla ideazione di un “gioco”: Videogame istituzional-finanziario, con i colori della ragion di stato.
Provando a ipotizzarne lo schema/trama, la possibile sceneggiatura, il possibile palinsesto:
A) Gruppi finanziari e industriali, italiani e internazionali, inseriti nel contesto della globalizzazione necessitano di un mantenimento dei mercati per la stabilità dei profitti e del costo lavoro. Gruppi che riscontrano in un paese quale l’Italia (tra crocevia mediterranei e sguardii all’est; tra ripercorrenze asiatiche e insediamenti immigrati) le condizioni di transito per le proprie strategie. Gruppi, peraltro, che determinano e anticipano i mercati, che hanno capacità di previsione sui mercati. Gruppi che si garantiscono, che devono essere garantiti, da posizioni politiche di “sviluppo” che l’odierna configurazione “politica” italiana, non assicura. Gruppi, insomma, che, nel gioco, sostengono una destabilizzazione stabile del governo del paese.
B) Una persona politica con incarico rilevante, di influenza decisiva ma portatore di istanze socio-economiche territoriali, marginali; meridionale, quindi passionale, poco incline a moderare il carattere in funzione delle opportunità delle strategie; con motivazioni ideali di “obbedienza” alla scia politica dettatta dagli esageti della conservazione/dominio –che praticano il metodo dell’antagonista servo del principe-.
C) Un insieme di personaggi, vincitori di concorso, retribuiti dallo stato, che solo perchè vincitori di un concorso –si praticano anche quelli per le poste, per l’insegnamento, per gli operatori ecologici cui partecipano ricercatori e laureati da 110 e lode, con masters- presumono di aver acquisito il diritto alla onnipotenza nella deificazione; innominabili e presuntivamente privi di peccato (strascico della cultura italiana dell’infallibilità papalina e del dogma mariano?).
D) Un altro insieme di personaggi, idealisti o furbo-idealisti, ingenui o consapevoli, che si assogettano a spifferi e suggerimenti, avendo ben prossima all’indole la qualità remunerante dell’azione corrosiva.
E) ll gomitolo del caos, che ha, sempre, un filo d’inizio. Lo start.
Quindi, il gioco.
Si deve rifondare il grande “centro”, la stanza delle compensazioni egemoniche finanziarie.
La prima schermata: mettere in campo la dissociazione emotiva del politico determinante ma ininfluente ai fini delle scelte successive o già predisposte. La causale del gioco.
Seconda schermata: continuità e risoluzione del gioco attraverso la disposizione di elementi sacrali o antitesi di dissacrazione e blasfemi, a giustificazione e avallo dei primi.
Terza schermata: crisi/altalena delle borse, con la previsione di recessione; ovvero la paura messa al servizio del profitto. Risparmiatori e fondi (di risparmiatori) che vendono. Si impoveriscono Altri che comprano il già venduto. Si arricchiscono.
Negli intervalli confusioni di elementi alternativi e devianti: agitazioni , supposizioni, pregiudizi, opinioni.
Schermata finale. Lo sfilaccio ultimo del gomitolo.
Quale la schermata?
Non la conosce nessuno. Neppure chi ha messo in campo il filo d’inizio. E’ la regola. Tutti ci si adatta. Ci si adegua. Ognuno illuso di aver detreminato un “suo” più forte. Più potente.
Ma resta alla fine una domanda? Chi ha messo in campo il filo d’inizio?
Il gioco, su questo, tace.
Altrimenti, non sarebbe un gioco.
Riflettendo, alla luce di vecchie allucinazioni dei libri di fantascienza, che l’Italia è un paese di artigiani, non di cospiratori e inventori tecnologici di favole.
Voglia, e lo farà, ne siamo certi, il Presidente Napolitano ammonire tutti i Cittadini a riguardare, riflettere, assumere, praticare i motivi etici della nostra straordinaria Costituzione, opponendoli a tutti e, prima, a noi stessi.
f
20:25 Scritto da: le.cadute | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: cultura, società, politica | OKNOtizie |
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una precisazione del Dott. Luca Esposito
Si riceve dal Dott. Luca Ippolito la lettera che segue, che si pubblica in coerenza delle premesse per cui è il blog.
La mail identificativa e di inoltro del Dott. Ippolito è luca.ippolito@tiscali.it
Carissimi,
sentite che mi è successo. Ve ne faccio una sintesi telegrafica:
1) Il 3 dicembre scorso sono stato arrestato alle quattro di notte e tradotto nel carcere di Sala Consilina con l'accusa di traffico internazionale di droga;insieme a me altri quattro, mentre sei sono stati rinchiusi a Potenza e due donne a Fuorni vicino a Salerno.
2) Il giorno successivo siamo stati interrogati dai G.I.P. di Sala Consilina e Potenza.
3) La mattina dopo è stata disposta per tutti la revoca del fermo.
Ripeto: PER TUTTI.
In data 11 dicembre ho scritto la lettera che segue ai giornali dei quali avevo letto gli articoli ed alla tv locale della quale avevo visto i servizi che mi avevano riguardato. Nessuno, a parte La Nuova del Sud (che ne ha dato una versione molto limata in data 16/12,) l'ha pubblicata.
Pertanto io cerco di ovviare nel mio piccolo tramite internet e fotocopie.
Vi prego di avere un pò di pazienza e di leggerla.
grazie Luca Ippolito
Spettabili redazioni,
vi scrivo con un certo ritardo rispetto alla mia scarcerazione.Ho dovuto riprendermi prima dallo shock subito ed ho voluto smaltire parte della rabbia accumulata per non scadere nel turpiloquio.
Ho letto i vostri articoli del 4/12 us sull'operazione Aracnea e credo di essere stato trattato benevomente dagli autori di detti articoli.
Infatti, a rileggerli, sembra che il tutto sia riconducibile ad un tanto squallido quanto piccolo scambio illegale di metadone e droghe tra il sottoscritto ed utenti del SER.T. dove ho lavorato.
Non è cosi'. A me non è stata contestata una bazzecola del genere. A me è stato contestato molto di piu' e cioè l'art.74 del D.P.R. 309/90 ed i commi 1,2,3,4. Tradotto:SPACCIO DI DROGA INTERNAZIONALE.Mica una cosetta cosi' ...
Detto traffico si sarebbe svolto tra il Vallo di Diano e la limitrofa Val d'Agri.
Ora noi tutti sappiamo (e meglio di noi sanno la dottoressa Claudia De Luca ed il suo pregiatissimo e gentile collega dottor Basentini Francesco, firmatari dell'ordine di custodia) che i due comprensori suddetti sono Stati sovrani ed indipendenti. L'accusa che mi è stata rivolta e dalla quale dovrò difendermi è quella di avere rubato metadone dal Servizio per cederla a terzi che lo avrebbero poi barattato con altre droghe.
Su questo dormo sonni tranquilli perchè questa accusa non può essere provata in nessun modo. Neanche comprando i testimoni.
E' assolutamente vero che io ho prescritto, lavorando nel SER.T, molti chilogrammi di metadone.Ma è altrettanto vero che la somministazione e l'affido di detto preziosissimo farmaco è stata ed è a carico esclusivo degli infermieri che hanno anche l'obbligo di registrare ogni singola operazione sul registro di carico e scarico.
Se i P.M. potentini dovessero riuscire a dimostrare che ho moltiplicato i flaconi mi monterei la testa ed andrei in giro a camminare sulle acque, ad ordinare ai morti di alzarsi e camminare, a fare prediche e concluderle con un "chi crede in me vivrà in eterno!"
Concedetemi una breve digressione sul mio ex ruolo di medico SER.T. Di tutto quanto io ho fatto lavorando in detto servizio sono onorato ed orgoglioso.E con onore ed orgoglio rivedico il fatto che moltissime delle terapie farmacologiche da me instaurate hanno prodotto risultati staordinari,andati al di là delle più rosee previsioni.
Tali terapie farmacologiche,peraltro ferocemente criticate da filosofi dell'ora del tè,sono state ispirate dalla letteratura scientifica che tratta dell'argomento. Il sottoscritto si pregia di conoscere molto bene questa letteratura.
Sono inoltre consigliate dal Ministero della Salute con una circolare ministeriale a firma dell'allora ministro Costa pubblicata nel 1994. La data esatta non la ricordo ma potrei facilmente rimediarla.
Questo mi ha portato ad avere non solo la stima e l'affetto di coloro che sono stati miei pazienti ma anche e soprattutto delle loro "madri coraggio". Tale stima e tale affetto sono addirittura aumentati dopo il mio arresto.Tant'è che già alcune di loro mi hanno contattato per esprimermi la loro solidarietà e si sono offerte di testimoniare a mio favore in un eventuale processo a difesa della mia specchiata onestà e professionalità.
Ho smesso di lavorare nel SER.T. il 28/02/2006.
Ma il 4/dicembre scorso la De Luca ed il Basentini hanno avuto la faccia tosta di convocare una strombazzante conferenza stampa per annunziare urbi et orbi che grazie alle loro preziosissime indagini, iniziate nel 2004,impennatesi nel 2006 ,conclusesi nel 2007 è stato stroncato un traffico internazionale di droga che era già finito di per se il 28 febbraio del 2006 in quanto chi riforniva di metadone la banda non era più in grado di farlo avendo cambiato lavoro.
Per quanto possa sembrare strano è proprio cosi'. Siamo alla cosa in mano ai bambini.
Ora vi scrivo cosa penso di tutto ciò.
Forse ha ragione Andreotti quando dice che a malignare si fa peccato ma si ci azzecca.
Allora lasciatemi malignare che ce l'azzecco. La De Luca ed il Basentini sono della D.I.A.(direzione investigativa antimafia) di Potenza. Ma a Potenza la mafia non c'è.
Voi sapete benissimo che nel nostro tormentato Meridione esistono "zone calde e difficili". I Pubblici Ministeri delle Procure di Nola , Torre del Greco, Locri e tante altre sono Magistrati delle cosiddette Procure di frontiera e stanno in trincea.
Rispetto a queste Procure quella di Potenza può essere definita una Procura delle retrovie dove i p.m.stanno in fureria.
Non dico una Procura di imboscati per non offendere nessuno.
A parte qualche caso di abigeato, di guida senza patente, di schiamazzi notturni tutta questa criminalità nel potentino non c'è.
Allora che fare per vincere la noia? Che fare per evitare erosioni da grattamento della cute circostante l'ombelico? Che fare per emulare il biondino della porta accanto e finire sui giornali come fulgido esempio di salde virtù professionali grazie alle quali le popolazioni di due Stati sovrani ed indipendenti (Vallo di Diano e Val D'Agri) sono state liberate da una pericolosa banda di cinici "Narcos"?
E'presto detto:
1) Inventarsi tredici mostri.
2) Sbatterli in prima pagina.
3) Convocare una conferenza stampa.
E'una tecnica ben collaudata.
Insomma impartirsi ed obbedire prontamente e con abnegazione e con sprezzo del pericolo all'ordine:"FACITE AMMUINA" che è l'articolo 27 della Regia Marina Borbonica e che non trascrivo sia per questioni di spazio sia perchè è facilmente reperibile su internet.
Ma ai Nostri due sagaci ed oculati e solerti investigatori é andata male già due volte.
Primo perchè due (non uno!) Giudici per le Indagini Preliminari li hanno contraddetti il giorno dopo.
Secondo perchè il clamore della "brillante" operazione ARACNEA non ha valicato i confini delle province di Salerno e Potenza.
Sarà al massimo arrivata nell'avellinese.
Del resto era facile immaginare che tredici Carneade non valessero nè un Vittorio Emanuele nè un Fabrizio Corona.
E, dato che non c'è due senza tre, io aspetto senza paura ma con trepidante attesa che si celebri il processo per far trasparire la veridicità dei contenuti di questa mia missiva.
Concludo scrivendovi che l'unica cosa confortante in tutta questa storia sta nel fatto che la De Luca ed il Basentini non facciano i chirurghi.
Nella certezza della pubblicazione sollecita ed integrale di questa lettera (compreso il post scriptum) vi porgo i miei saluti.
Dottor Luca Ippolito
P.S.Sapete benissimo che corrono strane voci sulle "TOGHE LUCANE". Queste voci non le ho messe in giro io. Lo giuro.
14:32 Scritto da: le.cadute | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: cultura, società, politica | OKNOtizie |
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21/01/2008
alle porte coi sassi, ma per sempre
Alcuni episodi indicano che gli spazi per rinviare la chiusura del bilancio di fine repubblica sarebbero sempre più esigui:
1 ) Il presidente del consiglio per la crisi dell’immondizia a Napoli invoca la solidarietà del paese. Non si dovrebbe spiegare che un atto di solidarietà non può darsi per ovviare agli effetti di un’azione amministrativa inadempiente e criminosa, a cui altresì si collegano gli interessi della camorra. Una simile solidarietà sfocia nella correità. L’immondizia non è il terremoto.
2 ) Il Capo dello Stato, dopo aver definito la situazione napoletana una “tragedia”, di fronte alla “solidarietà” delle regioni buone cambia marcia e dice che i media hanno esagerato e subito i media abbassano le luci
3 ) Un condannato per omicidio, Adriano Sofri, appare dallo spiritoso Fazio e corregge spiritosamente il “Gesù” di Ratzinger. Poco dopo siede al suo posto lo spiritoso D’Alema che ha simile esordio: “ Uno dei benefici di essere ministro degli esteri è viaggiare molto “ (sic!)
4 ) Il Papa è costretto a rinunciare alla visita alla Sapienza, ma sul fronte laico si afferma che Ratzinger in realtà non è imbavagliato perché appare in TV più di ogni altro, ponendo un confronto improprio tra scelte degli addetti all’informazione e libertà d’espressione. Silenzio generale invece sulla verità più squallida, che negli atenei italiani ristagnano colonie virali di docenti e discenti, il cui decrepito sessantotto si appella ancora all’atavico timore popolare per il dottore
5 ) Concorrenti in magistratura, spesso già avvocati, sono esclusi in gran numero perché sgrammaticati e incapaci di scrivere un tema scolastico
6 ) Negli ospedali di tutta Italia continuano i decessi per mala sanità, operarsi alle tonsille o per appendicite è intervento a rischio. Le eccellenze appartengono alla carta patinata per accedere ai fondi della ricerca
7 ) Dopo molti discorsi spesi sui salari esigui ai metalmeccanici sono concessi 127 euro lordi mensili in trenta mesi. Intanto i senatori lottano per salvare 4000 euro lordi annui pro capite
8 ) Non si trova il coraggio di dire che grandissima parte delle morti sul lavoro è causata dalla scontentezza con cui il lavoro è svolto. Disattenzione, chiacchiere, pressappochismo, poche ore dedicate al sonno per TV o discoteche, sono le vere cause di queste morti destinate a aumentare fin quando il lavoro non sarà garanzia vera d’una vita materiale migliore
Di fronte a questi esempi si deve prima di tutto respingere il consueto ammonimento “non si può generalizzare “ mirante a indebolire ogni argomentazione. Saremmo certamente alle porte coi sassi perché in ogni aspetto della vita politica, culturale, sociale, sindacale, imprenditoriale, scientifica, economica, amministrativa, professionale ecc. i cinquanta-sessantenni hanno responsabilità dirigenti. Si tratta della generazione che ha compiuto gli studi universitari tra i primi anni settanta e i primi ottanta, incantata da quanto di più biasimevole passasse per libertà. Una canaglia incompetente e presuntuosa, dai principi morali deboli o assenti guida l’Italia, mentre il resto del paese non dà alcun segnale di reazione vitale. Saremmo certamente alle porte coi sassi, nondimeno tireremo sassate inutili per sempre poiché gli organismi europei e internazionali in cui il paese è inserito sono la migliore salvaguardia degli euroceti e degli eurodelinquenti e la garanzia di impunità per proseguire la loro devastazione. Povera Giuditta, chi vorresti decapitare se Oloferne ha la testa a Bruxelles o New York e l’intestino a Roma?
ms
10:39 Scritto da: le.cadute | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: cultura, società, politica, siracusa | OKNOtizie |
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20/01/2008
farina sulle donne
Ho letto un articolo in cui la signora Lo nardo in Mastella veniva criiticata perché, pare, sovrintenda, controlli e diriga, alle feste del partito, il buon andamento del buffet. Colpa grave a detta dell’estensore; sintomo di una visione familiare invadente del ruolo; assimilabile, si leggeva ancora, al comportamento della ex “governatora” della Banca d’Italia.
Ci risiamo, con le donne che non vengono giudicate per quello che fanno -o sono- nel ruolo istituzionale, familiare o sociale, ma per un bignè di “Scaturchio” (rinomata pasticceria napoletana).
E verrà, poi, il tempo dei tortellini, agnolotti, fonduta? Siamo alla gastronomia politica?
E il digestivo per simili commentatori?
cpf
21:36 Scritto da: le.cadute | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: cultura, società, politica, panariello | OKNOtizie |
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con le bocche bendate
Non ho simpatie per il clero in generale, e per questo papa in particolare. Non mi posso dire credente perché i credenti-credenti mi accusano di fare i miei comodi e forse, a parer loro, dovrei limitarmi a dire che “credo in qualcosa”, un po’ come i cantanti più drogherecci dichiarano nelle interviste con un’aria profondamente spirituale che non riuscirò mai ad avere.
Questo papa di scivoloni ne ha presi non pochi, come quando ha citato un testo che non poteva non innervosire i musulmani. Però l’episodio La Sapienza è stato davvero una tristezza, c’era da piangere a sentire le motivazioni dei professori, non oso immaginare quelle degli alunni, date le frasi slogan intraviste sugli striscioni. Quando si vuole fare la rivoluzione e si crede che si scriva con due zeta.
Intolleranza da paesi senza cultura, osso gettato a cani che non vedevano l’ora di azzannarsi per una qualche ragione. Bastava non andarci, o andarci per poi riconfermare le proprie tesi avverse, o ignorare la cosa, o dare una motivazione che non fosse la laicità. Divagazione linguistica, ormai si parla di laico ( dal greco, λαϊκός – uno del popolo ) come di opposto a credente, invece di parlare di ateismo. Forse suona più sano e giusto. Suona più laico, dire laico.
E come pensare che se fosse venuto il Dalai Lama in Italia, non ci si andava perché non siamo buddisti. Evviva lo smacco, in effetti durante la sua visita a Roma, non è stato ricevuto, nemmeno dal Papa, ma non è qui il luogo per spiegarne le non-buone ragioni. Fatto sta che il Pontefice, nel suo discorso diffuso in via scritta, non intendeva ripetere la sua discutibile affermazione su Galileo, né si sarebbe messo a dissertare sulla moratoria sull’aborto. Avrebbe tenuto un discorso da intellettuale e da papa.
Un po’ inutile rivendicare il diritto di parola solo quando è il nostro turno.
ot
15:00 Scritto da: le.cadute | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: cultura, società, politica, tajani | OKNOtizie |
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19/01/2008
informazione e insinuazione
Il mio modo di essere e, quindi, ragionare socialmente, politicamente e culturalmente è distante galassie infinite da Clemente Mastella.
Ciò premesso, proprio per quanto premesso –e scusandomi con la sua persona se lo uso a pretesto e riferimento- esprimo lo sconcerto e la più profonda indignazione per le pieghe verso la insinuazione che sta assumendo una parte dell’informazione italiana.
Insinuazione che non è cronaca, informazione cruda, attinente ai fatti. Ma, lancio del sospetto. Inquinamento del vero, nella ignoranza, finanche, del veritiero e, di converso, di cosciente adescamento alla propria esibizione.
La democrazia partecipativa si inquina attraverso le manipolazioni mediatiche. La parzialità –pure costruita e elaborata nelle regie TV- corrompe la stabilità emotiva della socialità. Crea i presupposti per disastri etici. Propugna le crisi. Nasconde inconfessati interessi.
Attenti, Cittadini! Dobbiamo esser vigili. Purghiamoci degli untori.
f
21:35 Scritto da: le.cadute | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: cultura, società, politica, franchini | OKNOtizie |
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per concorso e per grazia
Il Magistrato risponde solo alla legge. Ma, non è la legge. Può interpretarla estensivamente o restrittivamente, per lessico o per senso.
Il Magistrato risponde solo alla legge. Ma, non è la legge. Può applicarla secondo propria valutazione e convincimento dei fatti e per prova logica, anche nella ipotesi e teoremi sui fatti.
Il Magistrato risponde solo alla legge. Ma, non è la legge. Può confonderla e turbarla, confondendosi e turbandosi per sua caducità umana e possibile, sempre umana, evenienza all’errore.
Il Magistrato risponde solo alla legge. Ma, non può distogliersi dallo spirito delle legge.
L’autonomia del Magistrato è la ratio fondante della sua obbligata terzietà. Che gli deriva da un dettato costituzionale; quindi, da un mandato del Popolo.
E il Popolo non richiede, per applicare lo spirito della legge –laica- la affermazione di una intangibilità di stampo religioso.
Affida e chiede autonomia e terzietà. Con esse chiede il silenzio. La solitudine del silenzio sacrale. Il silenzio del giudizio. Il colto giudizio nel silenzio.
Vi sono nella Magistratura Italiana, Uomini straordinari, di cultura e scienza di vita, di dedizione, che rendono questa Repubblica una comunità degna di rispetto. Uomini del Popolo, Cittadini, designati alla pratica del sacro silenzio del giudizio e al colto giudizio nel silenzio.
Non può tacersi, però, l’osservare, il verificare, che taluni, oltre questi, –adusi, finanche, a rappresentarsi con un linguaggio dal lessico ipoteticamente baroccato, se non scomposto, con diffuse evasioni sintattiche, per non dire delle grammaticali,- denotino lacune etico/politiche/sociali e disattenzioni maldestre e lacerazioni del silenzio; che trasudano dalle sentenze, dai ritardi, dalle esibizioni folcloristiche.
Uomini qualunque; illuminati però e per sorte, dalla Grazia. Semidei per l’investitura di un concorso e, poi, per una Grazia che discende da se medesimi. Grazia che non è, ormai, neppure più di Dio.
Ma il Popolo perchè non elegge i Magistrati?
f
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MMM…onnezza: dubbi sui rifiuti (di far qualcosa)
Nomen omen: nel nome il presagio. “’Monnezza”; comincia con una “m”, incerta, assorta, un ciancicato che tende a prolungarsi, strascico di qualcosa, come un rifiuto: scarto, scartato, finito, esterno alla nostra vita, consumato, andato. Eppure è lì, concreto, ingombrante, al punto che se non te ne liberi si avvalla in soffocanti montotti. E’ o non è? E’ il resto dell’oggetto che era prima o un oggetto nuovo, il “rifiuto”? Vive la sua fine, consumato, oppure il suo inizio, da smaltire? Dubbi; ero certo del dubbio: quella “m” di monnezza, un principio di “mmm” che sa di cogitabondo, irrisolto, incertezza non smaltita.
Poi ti liberi di questa “emme” attaccosa: una labiale che si riverbera nelle narici e diventa mucosa, da “m” a “mmm”, ma poi, appunto, ti liberi, plani, e una volta libero, un ponte nasale ispido di due “enne” ti porta dalla “o” alla “e” quasi forzandoti all’asprigno aggrottare di zigomi. “Mmmonneee….”: il naso, vellicato dalla doppia enne, si arriccia, a fiutare il puzzo che si leva, mentre gli zigomi abbozzano un nervoso ed istintivo suggerimento agli occhi, di socchiudersi, come a respingere un pensiero, o una vista, o un odore, sgradevoli.
Sgradevole, magari, come il ronzio di una zanzara che ronza nella zona nell’orecchio: “ezza”. Fricativa alveolare: fricativa perché il suono è prodotto dalla frizione dell’aria che passa nel cavo orale ristretto, come un ritirarsi in sé stesso a respingere il puzzo; alveolare perché la lingua si avvicina agli alveoli, cioè le cavità che contengono i denti, come a cercare una via di fuga tastando le pareti, una volta verificata l’impossibilità di cacciare la puzza entrata dal naso. “Zza”: vocale aperta. Dopo la emme gommosa che si allunga e la zeta in frizione graffiante, la bocca si apre: impotente ai lezzi, stupita al rifiuto che credeva “finito” e invece è ancora là.
Il dubbio, l’impotenza, lo stupore dei cittadini di fronte alla monnezza. Dubbio: è stato fatto tutto il possibile per il bene di noi cittadini? Impotenza: non possiamo ingoiarceli i rifiuti.
Stupore: noi siamo impotenti, ma qualcuno (mmm… strascichi di dubbio) provvederà per noi. Ah! (esclamazione vocalica aperta): la monnezza è ancora là?
am
20:04 Scritto da: le.cadute | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: cultura, società, politica, maiorino | OKNOtizie |
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17/01/2008
l' "affare" Mastella
Ai tempi di Craxi cadde il silenzio glaciale sulla denuncia – autodenuncia del “sistema” della “I” Repubblica.
Oggi, i parlamentari –non, il Parlamento- hanno sottolineato con applausi solidali l’intervento di Mastella.
Solidali con chi?
Con un sistema politico-clientelare cui non si sottraggono –con l’ipocrisa ignobile di una verginità morale edulcorata al proprio profitto, quael che sia- gli aulici portatori di valori. Adornati di chiacchierecci. Per le servette, d’un tempo, pure esse docili e illusi strumenti delle esperienze dei “padroncini”.
Ognuno salva, pensando di dover essere salvato. Ognuno giustifica, pensando di dover esser giustificato.
Sulle spoglie, esibite, del capro espiatorio.
Mastella, probabilmente, non sarà esente da colpe –morali, politiche e finanche comportamentali-. Ma il linciaggio mediatico, prima, giudiziario, poi, il coinvolgimento abnorme –per le motivazioni dell’ordinanza, come si apprendono- della Signora Lonardo sono maleodoranti. Di una strategia strisciante. Non eroicamente rivoluzionaria e protesa alla riaffermazione dei valori etici dello stato. Bensì affondo, ignobile, di interessi diversi e incrociati. Anche provvisori e improvvisi. Più ampi e confacenti alla conquista di un potere di regime, antipartecipativo, trasversale.
L’ “affare” Mastella, oggi, e più ancora nelle risoluzioni verso le quali si incamminerà domani, segna l’ingresso “trionfale” della nostra Repubblica nel terzo mondo in regressione.
Ma non ci si può sottrarre, nel contempo, dal ricordare una vittoria al tour de France che, forse, evitò scontri civili gravi, dopo l’attentato a Togliatti. E considerare il valore di influenza dell’odierno scandalo nel contesto della “emergenza rifiuti” in Campania e delle responsabilità occultate e distolte. E’ comodo, vera fortuna, che si i capannelli dei cittadini divaghino su Mastella.
Lo stato, tirato di qui o di là, è, ormai, un giocattolo rotto. Anch’esso da “emergenza rifiuti”.
f
20:43 Scritto da: le.cadute | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: cultura, società, politica, franchini | OKNOtizie |
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